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Ugo Gobbato

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Ugo Gobbato

Messaggio Da Uncle DeeZee il Sab Mag 14, 2011 2:49 pm


Ugo Gobbato (Volpago del Montello, 16 luglio 1888 – Milano, 28 aprile 1945) è stato un ingegnere e dirigente d'azienda italiano. Fu tra i principali fautori dell'industrializzazione automobilistica nazionale tra le due guerre.

Nato da una famiglia di modesti proprietari terrieri trevigiani, appena ottenuta la licenza tecnica iniziò a lavorare come operaio presso la Officina Idroelettrica di Treviso, contemporaneamente continuando gli studi fino a conseguire il diploma di perito elettromeccanico e filotessitore. Allo scopo di specializzarsi, emigrò in Germania dove fece esperienza come progettista di impianti per piccole aziende e si laureò in ingegneria meccanica presso il prestigioso politecnico di Zwickau, in Sassonia. Dopo aver conseguito la seconda laurea in ingegneria elettronica, sul finire del 1909, rientrò in patria per assolvere all'obbligo militare e, successivamente, lavorò in varie aziende del milanese, fino ad assumere, nel 1912, la direzione del reparto produttivo piccoli motori industriali, presso la Ercole Marelli di Milano.
Richiamato alle armi nel 1915, nel corpo del genio minatori, fu inviato nelle trincee del Carso, dove si guadagnò una croce di guerra. Alla costituzione della "Brigata Specialisti", sezione tecnica della neonata Aeronautica Militare, venne chiamato a farne parte, con il compito di provvedere alla manutenzione degli aerei in dotazione alla squadriglia della quale faceva parte Francesco Baracca.
Fresco di congedo, Gobbato venne assunto alla FIAT con l'incarico di organizzare la riconversione degli impianti dalla produzione bellica a quella civile. Nel 1918 fu destinato allo stabilimento FIAT di Firenze, dove nacque il primogenito Pierugo, anch'egli destinato a diventare un'importante personalità dell'industria automobilistica italiana.
Tra i giovani ingegneri che il Senatore Agnelli inviò in America a studiare i sistemi di produzione della Ford, fu lui il prescelto per progettare, costruire e dirigere il Lingotto, la prima fabbrica italiana basta sul sistema della catena di montaggio.
Dal 1929 al 1931, seguirà la costruzione degli stabilimenti Fiat in Germania e Spagna e sempre nel 1931, per incarico diretto del senatore Agnelli, gli fu affidata la costruzione della fabbrica di cuscinetti a sfera ed a rulli RIV a Mosca, città dove vivrà per ben due anni.

Rientrato in Italia nel 1933, il governo e l'I.R.I. gli conferiscono l'incarico di riorganizzare l'Alfa Romeo che versava in stato di fallimento con un pesante deficit finaziario e con le strutture produttive a terra. Fu Benito Mussolini a scegliere Gobbato per dirigere l'Alfa Romeo e realizzarne la profonda ristrutturazione.[1]
Nel giro di un quinquennio l'Alfa si risolleverà completamente convertendo in parte la produzione di auto e camion a quella avio costruendo motori per aereo ed eliche e l'apertura nel 1938 della fabbrica di motori avio di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, da lui fortemente voluta, dimostrerà la straordinaria capacità e la forte tenacia di questo eccezionale dirigente industriale. A Ugo Gobbato è intitolato lo Stadio Comunale di Pomigliano d'Arco.
Il rilancio dell'Alfa può dirsi riuscito se nel corso di una conversazione con lo stesso Gobbato, nel 1939, Henry Ford pronunciò la celebre frase «Quando vedo un’Alfa Romeo mi tolgo il cappello». [2]
I tragici giorni dopo l'8 settembre 1943 videro Gobbato al suo posto di direttore generale nonostante la possibilità di rifugarsi nella vicina Svizzera ed attendere la fine della bufera: forse il suo attaccamento al lavoro venne scambiato per collaborazionismo con l'invasore tedesco e con il fascismo repubblichino anche se tante testimonianze ricordano proprio Gobbato adoperarsi per impedire che materiali, macchinari e soprattutto uomini prendessero la triste via della Germania.

Dopo la Liberazione di Milano, avvenuta il 25 aprile 1945, il CLN esautorò Gobbato da ogni incarico e lo sottopose a processo davanti ad un Tribunale del Popolo allestito nell'azienda. Il giorno dopo, 27 aprile, fu nuovamente processato da un Tribunale Politico esterno all'Alfa Romeo, formato dal gruppo di Giuseppe Marozin, comandante partigiano delle Brigate Matteotti. Molte furono le voci di operai che si levarono in difesa di Gobbato e le accuse degli unici due testi a carico si dimostrarono infondate. In entrambi i processi venne assolto.

La mattina del 28 aprile 1945, mentre tornava in bicicletta dal proprio ufficio, dove si era recato a ritirare degli incartamenti personali, Gobbato venne raggiunto da una vettura con tre uomini armati a bordo, nei pressi di via Domodossola, in zona Fiera. Scesi dall'auto fecero fuoco sul dirigente dell'Alfa Romeo, uccidendolo.
L'inchiesta avviata dal magistrato milanese Mauro Gresti, stabilì che il primo a sparare e l'unico responsabile identificato fu uno dei due operai che avevano deposto al processo del giorno precedente, evidentemente insoddisfatto per l'assoluzione di Gobbato e deciso a regolare i conti, sfruttando il caos di quei giorni. Purtuttavia, l'istruttoria venne chiusa ed archiviata il 23 giugno 1960, infatti, trattandosi di un delitto determinato da motivi politici, il reato doveva essere dichiarato estinto per effetto dell’amnistia concessa dal DPR n.460 dell’11 luglio 1959.

FONTE: AlfaClub.it

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Re: Ugo Gobbato

Messaggio Da davide155ista il Mer Mag 18, 2011 8:07 am

Gobbato aveva un curriculum con i controcazzi.Uno dei migliori dirigenti dell'alfa.Si è specializzato all'estero e poi è tornato in italia,adesso purtroppo gli ingegneri fanno il contrario.Mi spiace che un uomo del genere abbia avuto una vita così sfortunata ,prima accusato dai fascisti ,poi a guerra finita dagli antifascisti,assolto e il vile attentato.

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